Tutta la verità sul mio match:

tutta la verità sul mio match

Sono passate poche ore dallo scorso venerdì, dai riflettori, da tutta quella confusione e soprattutto dagli applausi. E’ proprio in questo momento che inizi a tirare le fila di ciò che hai fatto, dopo tutto il clamore resta solo il silenzio, ed è nel silenzio che riesci ad ascoltare meglio i tuoi pensieri.

Ho atteso quindi, qualche giorno per fare una analisi a freddo del mio ultimo match, ho letto e sentito molti commenti per farlo, per vari di questi, ho deciso di astenermi dal commentare, soprattutto perché spregevoli. Sono in gran parte quelli che si riferiscono proprio al match di venerdì e che sono piuttosto casuali e privi di ragionamento.

Quindi ho deciso di raccontare meglio il mio mondo, quello del nuovo pugilato e di chi lavora sodo per riportare un’antica gloria a nuovo splendore. Perché quando sali sul ring, anche se sei da solo, lo fai un po’ per tutti, non solo per te stesso. Lo fai perché diventi la bandiera della tua città o della tua nazione e non sei più solo un pugile.

A questo punto però diventa difficile spiegare a chi non vuole ascoltare. A volte hai l’impressione che il commento sportivo, soprattutto quello sui social network, non sia finalizzato all’interesse sul match, ma piuttosto ad un desiderio di notorietà anche se riflessa.

Quindi nelle mie prossime parole cercherò di spiegare la verità di chi vive l’incontro di boxe veramente, di chi è a conoscenza in prima persona delle dinamiche di questo mondo, che non è fatto solo di spettacolo, ma di vita vissuta.

Il mio manager è Christian Cherchi e insieme a lui l’ organizzazione Opi Since 82,  ho riposto tutta la mia fiducia su di loro, da programma infatti, vogliono farmi crescere, ingaggiando avversari progressivamente sempre più impegnativi.

Purtroppo in questo match la sfortuna è stata grande, perché a pochi giorni dal match il campione francese Olivier si è infortunato. E’ stato il finlandese Enbom l’ unico avversario che ha accettato subito di venire a Firenze, consentendo di salvare la riunione già programmata per il 26 Aprile. Enbom è stato scelto, aveva il benestare dalla WBC, ma sopratutto dalla Matchroom Boxing che, unitamente al mio management, vogliono proporre soltanto incontri di un certo livello.

Da parte mia, nonostante la difficoltà di dover cambiare diverse cose con pochissimo preavviso, ho svolto semplicemente il mio lavoro, dimostrando di essere una spanna superiore a Enbom,  il quale comunque aveva un record positivo di 18 vittorie e 2 sconfitte. Sempre da parte mia, sono pronto per sfide più importanti, a questo proposito ricordo l’importante prova disputata lo scorso 30 Novembre contro l’ inglese Conquest, una prova combattuta su più riprese e per niente facile. Il pugilato non è solo spettacolo è anche vita vissuta, quindi si combatte sì per lo spettacolo, ma anche e soprattutto per i risultati.

D’altro canto, capisco l’ amarezza di chi avrebbe voluto vedermi misurare in un più  severo test,  ma non comprendo l’ accanimento di certe persone quando, io per primo, avrei voluto testarmi superando anche momenti di difficoltà.

Nei mesi precedenti al match ho affrontato un’importantissima e dura preparazione insieme a Lenny, sicuramente avrei voluto misurarmi in modo diverso, per avere delle risposte precise su cosa avessi veramente metabolizzato in questi ultimi mesi. Purtroppo non è andata esattamente così, mio malgrado e per circostanze che non sono dipese da me, se non nel tentativo di fare bene il mio lavoro. Un montante al fegato preciso e solido ha piegato Enbom su se stesso, concedendomi alla prima ripresa di concludere il match. Questa è la boxe reale, non è spettacolo, è la mia capacità rispetto a quella dell’unico avversario che ha accettato di misurarsi con me.

Chiudo questo capitolo fiducioso del mio team, conscio di avere ottimi margini di miglioramento, con ai fianchi una cintura “vera” che mi permette oggi di essere nelle zone alte del Ranking Ebu e del Wbc. Questo è ciò che mi consentirà di misurarmi in sfide più importanti e dure, di combattere con atleti internazionali e di portare avanti insieme al mio, il nome del pugilato italiano.

In questo percorso, che è solo all’inizio,  ringrazio Lenny Bottai per avermi preparato al meglio, la Opi Since 82,  la Matchroom Boxing e  Dazn per avermi nuovamente proposto in un contesto importante. Ringrazio anche i miei sponsor che continuano a credere in questo percorso, insieme alle persone che mi vogliono bene.

Fabio Turchi.